Tempo di vaccinazione

Con l’avvicinarsi dei mesi invernali si ripropone, come ogni anno, il problema dell’influenza. Si tratta di una malattia provocata da virus (virus influenzali) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni) e che può manifestarsi con insorgenza di febbre, tosse, dolori muscolari, mal di testa, brividi, perdita di appetito, affaticamento e mal di gola. Possono verificarsi anche nausea, vomito e diarrea. Fortunatamente, la maggior parte delle persone guarisce senza conseguenze in 7-10 giorni, ma alcuni soggetti, in particolare anziani, bambini, soggetti affetti da patologie croniche, sono a maggior rischio di complicanze più gravi o peggioramento della loro condizione di base.
La trasmissione dell’influenza avviene per via aerea, attraverso le gocce di salive e le secrezioni respiratorie, in maniera diretta (tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata) o indiretta (contatto con superfici contaminate). Una persona adulta può trasmettere il virus da 3 a 7 giorni dopo l’inizio della malattia. Per questa ragione è fortemente raccomandato seguire alcune precauzioni generali, come evitare luoghi affollati e contatti con soggetti affetti, ma soprattutto lavare regolarmente e frequentemente le mani con acqua e sapone; in alternativa possono essere usate soluzioni detergenti a base di alcol o salviettine disinfettanti: una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie è essenziale nel limitare la diffusione dell’influenza.
Sebbene lavarsi spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, sembri un gesto semplice e irrilevante, esso rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta, ed è pratica riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni anche negli ospedali. Oltre a queste norme igieniche, è possibile prevenire l’influenza anche mediante la vaccinazione.

I vaccini
La campagna vaccinale antinfluenzale in Italia parte dalla metà di ottobre e arriva fino a fine dicembre, tenendo presente che la risposta immunitaria alla vaccinazione impiega circa due settimane per svilupparsi pienamente.
I vaccini antiinfluenzali disponibili nel nostro Paese sono a base di virus inattivati, somministrati per mezzo di iniezione intramuscolare. Si tratta di presidi sicuri che molto raramente possono causare reazioni allergiche sistemiche; se si verificano complicanze queste sono generalmente lievi e di tipo locale (dolenzia e arrossamento nel punto di iniezione, febbricola) per cui non richiedono cure mediche, risolvendosi con trattamenti sintomatici nel giro di un paio di giorni. 
Il vaccino è disponibile per tutti coloro che desiderino evitare la malattia e che non presentino controindicazioni alla sua esecuzione. Esso viene offerto gratuitamente ad alcune categorie di persone che per condizioni personali corrono un maggior rischio di complicanze se contraggono l’influenza, oppure a soggetti addetti a servizi di primario interesse collettivo, ivi compresi i donatori di sangue.
In questo modo viene dunque riconosciuta l’importanza del ruolo dei donatori, che va preservato e garantito per le esigenze delle strutture ospedaliere e della collettività, anche e soprattutto in momenti di incremento della richiesta di interventi medici quale può essere appunto il periodo di pandemia influenzale.
Per ricevere il vaccino gratuitamente i donatori possono rivolgersi ai Servizi di Vaccinazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL, o al proprio Medico di Medicina Generale, esibendo il tesserino di donatore o l’attestato di avvenuta donazione con data non anteriore ai due anni.
Per la successiva donazione di sangue, dopo il vaccino, basterà attendere 48 ore dall’iniezione.

Valeria Ferri

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