L’importanza della diagnosi precoce nel tumore mammario

Nel sottoscala della Mangiagalli esiste un luogo bellissimo e accogliente, guidato da una dottoressa ‘speciale’, che insieme al suo staff di valore lavora con passione e con professionalità alla diagnosi precoce della patologia mammaria. In un anno al Centro di Radiografia e Radioterapia della Clinica Mangiagalli vengono eseguite più di 12.000 mammografie sulle donne residenti a Milano, e ogni giorno tantissime donne vengono accolte e supportate in momenti difficili della loro vita; alle donatrici di sangue dell’Associazione è inoltre dedicata una corsia ad hoc. Abbiamo intervistato proprio lei, la dottoressa Sfondrini, che ci ha parlato del suo lavoro e del panorama diagnostico e terapeutico del tumore alla mammella

Anche se le opportunità terapeutiche sono migliorate il tumore mammario è ancora un problema molto diffuso. Come si presenta nel territorio lombardo questa patologia?
Purtroppo dai dati del registro italiano dei Tumori (ARTUM) il tumore della mammella è tuttora il tumore più presente nelle donne con una frequenza media del 29%. Non solo è il più frequente, ma lo è in ogni classe di età considerata, anche nella fascia di donne più giovani (36%) e si stima che nel nostro Paese siano diagnosticati oltre 47.000 casi di tumore mammario all’anno.
Per fortuna la diagnosi precoce grazie agli screening mammografici, unitamente alle nuove terapie introdotte, hanno nettamente migliorato la sopravvivenza ed in particolare tale dato è rilevante soprattutto nel nord Italia dove si hanno tassi di guarigione oltre al 95%, mentre le possibilità risultano inferiori per le donne residenti nelle aree del sud Italia dove stentano a partire i programmi di screening. 

Prevenzione e diagnosi precoce continuano ad essere lo strumento più efficace nella lotta al tumore. Come eseguirle correttamente?
Nella fascia di età dai 40 anni la mammografia risulta ad oggi il mezzo più efficace per individuare neoplasie in una fase preclinica cioè non palpabile, unitamente, se necessario alla ecografia.
Dai 40 ai 50 anni viene raccomandata una mammografia una volta all’anno, mentre dai 50 in su, in assenza di familiarità per neoplasia mammaria o terapie ormonali in atto, è previsto un controllo biennale.
Fondamentale inoltre,anche nella fascia di età più giovane, non sottovalutare nessun cambiamento della ghiandola anche da parte della paziente stessa, che deve imparare a conoscersi e sottoporsi ad un controllo in caso di sintomi o solo cambiamenti percepiti.

In Fondazione si sta lavorando alla creazione di una Breast Unit per la gestione della patologia mammaria. Come opera una Breast Unit e quali vantaggi comporta?
Da anni l’attività lavorativa relativa alla patologia mammaria nel nostro Ospedale rappresenta un modello di assistenza specializzato nella diagnosi e cura del carcinoma mammario, caratterizzandosi  per la presenza di un team coordinato e multidisciplinare di vari specialisti che si occupano del problema sotto diversi aspetti. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di porre la paziente al centro dell’attenzione prevedendo il coinvolgimento di tutti gli specialisti delle varie branche della medicina coinvolti, in grado di garantire sia quel livello di specializzazione delle cure, dalle fasi di screening sino alla gestione della riabilitazione psico-funzionale, sia di ottimizzare la qualità delle prestazioni e della vita delle pazienti, garantendo l’applicazione di percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali sempre aggiornati in coerenza con le linee guida nazionali ed internazionali.
Questo modello operativo è stato definito Breast Unit e dal 2005 viene raccomandato anche da leggi del Parlamento Europeo e successivamente dello Stato Italiano e della Regione Lombardia al fine di migliorare e di omogeneizzare la qualità delle cure per il tumore mammario. Il nostro lavoro prosegue sulla base di questo modello.
Siamo ora in attesa solo di una certificazione ufficiale che si tradurrebbe nella possibilità di: adeguarci alle normative vigenti, partecipare alle ricerche scientifiche nazionali ed internazionali, consentire agli operatori un continuo aggiornamento sui nuovi indirizzi e l’esecuzione di numerosi progetti di ricerca con acquisizione di tecnologie sempre più performanti, e competere con i numerosi centri di senologia sia pubblici che privati che hanno già ottenuto la certificazione.
Inoltre, in generale, lo scopo della creazione delle Breast Unit è quello di cercare di omogeneizzare le diagnosi e cure al fine di consentire a tutti di poter godere di tutte le possibilità di guarigione a prescindere dal territorio di appartenenza.

Ci parli della vostra attività ?
Noi abbiamo aderito alle campagne dell’ATS ed eseguiamo oltre 12.000 mammografie all’anno di screening per le pazienti residenti a Milano che ci consentono di raggiungere il maggior numero possibile di donne con le nostre dotazioni strumentali e risorse umane. 
Abbiamo attivato inoltre degli ambulatori dedicati alla prevenzione con mammografia clinica per le pazienti che non hanno i requisiti per essere inserite negli appuntamenti di screening mammografico, una linea ambulatoriale di prevenzione per le donne più giovani con indicazioni alla mammografia ed ecografia.
Abbiamo inoltre riservato dei posti giornalmente per tutte le urgenze delle persone con sintomi mammari ed infine abbiamo aperto agende dedicate a chi è stato sottoposto ad intervento chirurgico perché affetto da tumore in modo da poter garantire il follow up.
Unitamente a ciò abbiamo attivato ambulatori di ecografia, interventistica e risonanza magnetica della mammella per i controlli di secondo livello ed abbiamo superato le 30.000 prestazioni anno.

Cosa offre il vostro Centro alle nostre donatrici?
A tutte le donatrici dell’Associazione riserviamo la prenotazione, attraverso il Centro trasfusionale di almeno 5 posti alla settimana per eseguire una mammografica clinica presso i nostri ambulatori. Allo stesso tempo per le residenti a Milano offriamo la possibilità di essere inserite senza lista d’attesa nello screening mammografico presso il nostro Centro telefonando al numero verde regionale (800.638.638).

Intervista di Eloisa Consales

Top