Il nostro programma personalizzato di protezione della salute del donatore

Ha suscitato stupore e qualche perplessità tra i donatori la decisione di modificare il tipo di controllo sanitario e soprattutto la serie di esami che vengono effettuati in occasione della donazione di sangue, decisione che qualcuno ha interpretato come un maldestro “taglio di spesa”.
In medicina oggi prevale il concetto che non è tanto il singolo esame di laboratorio a farci capire lo stato di salute delle persone, quanto alcuni determinanti sanitari, sociali e ambientali che includono gli stili di vita. È infatti oggi chiara la correlazione tra questi determinanti e la salute e, tra essi, figurano sia alcuni dati che emergono dall’anamnesi e dalla valutazione clinica sia alcuni esami di laboratorio. Questi parametri, inseriti in un appropriato algoritmo informatizzato, permettono di dare un ‘peso’ allo stato di salute dell’individuo e, qualora questa risulti insufficiente, consentono al medico di esercitare un’azione di consulenza di approfondimento e di monitoraggio che stimoli il donatore a modificare i suoi stili di vita ed evitare che la sua salute peggiori o che si manifestino malattie ancora non conclamate. Il Centro Trasfusionale e l’Associazione “Amici” intendono utilizzare questo strumento innovativo per tutelare la salute dei donatori.
Per questo motivo stiamo attivandoci per applicare ai nostri donatori la carta del rischio Score, che è stata validata al Congresso Europeo dei Cardiologi del 2018 come strumento utile per mantenere e migliorare lo stato di salute. Qualora l’indice che ne deriva sia superiore a un numero predeterminato, è fondamentale che il donatore modifichi il suo modo di vivere (ad esempio smettendo di fumare, mantenendo il peso corporeo ideale, nutrendosi in modo salutare, ecc), anche perché ben sappiamo che ciò consente in buona parte dei casi il ritorno alla normalità. 
Alla luce di quanto sopra noi abbiamo ritenuto inutile continuare a fare ad ogni donazione alcuni esami di laboratorio che sono poco significativi o che si modificano in tempi molto lunghi, mentre ci è sembrato più utile aggiungere nel controllo annuale esami significativi come colesterolo HDL, ferritina e gammaGT. Sono anche stati individuati ‘percorsi specifici’ per donatori (di 40 e più anni) che presentino più fattori di rischio quali sovrappeso, dislipidemia, colesterolo HDL ridotto, ecc. Per loro è previsto l’inserimento in un apposito ambulatorio e un programma di monitoraggio, con un counseling medico finalizzato a correggere i comportamenti non salutari come illustrato nella flow chart allegata.
Rimane fermo tuttavia il fatto che, qualora lo stato di salute del donatore lo richieda, il medico del Centro Trasfusionale procederà a prescrivere tutte le indagini strumentali e cliniche necessarie a ripristinarne o preservarne la salute. Ad esempio nelle persone che presenteranno un’incipiente patologia cardiovascolare offriremo un approfondimento cardiologico molto accurato con attrezzature estremamente moderne, come già stiamo facendo con i nostri specialisti dottor Viola, dottoressa Lucci e dottor Paone.
Per attuare questo programma l’Associazione “Amici” e l’Ospedale spenderanno più che in passato ma siamo convinti che questo rappresenti un passo avanti nella tutela della salute del donatore, dove sempre siamo stati e vogliamo continuare ad essere all’avanguardia.
Ci auguriamo che tutti i nostri donatori condividano la nostra scelta e continuino a collaborare con noi affinché possiamo continuare ad assicurare ai pazienti e ai donatori la miglior tutela possibile della loro salute.

Girolamo Sirchia

Top