L’Italia che vale: Erminio Borloni

15/03/2019

In Italia non mancano i buoni manager: lo desumiamo dal successo di molte nostre aziende che competono efficacemente sia sul mercato interno che all’estero. Essi tuttavia operano quasi esclusivamente in ambito privato; nelle strutture pubbliche gli esempi di bravi gestori si contano sulle dita di una mano. Uno di questi è Erminio Borloni, che ha realizzato a Milano l’Istituto Nazionale di Genetica Molecolare (INGM) e poi a Pavia il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO). Quest’ultima struttura è costituita da un enorme acceleratore di particelle che portando protoni e anioni a velocità altissime consente loro di colpire i tessuti tumorali e distruggerli con precisione chirurgica, senza danneggiare i tessuti sani circostanti. Di queste attrezzature (che consentono di curare pazienti con tumori non facilmente raggiungibili con i mezzi tradizionali, come quelli del cervello, del fondo dell’occhio, dei tessuti interni, e finora difficilmente trattabili) ne esistono solo poche al mondo e solo una in Europa (ad Heidelberg) fino ad oggi. Questa macchina non esiste già pronta in commercio: è stato necessario costruirla pezzo per pezzo, grazie ad una schiera di fisici atomici, ingegneri, medici e tecnici del più vario tipo. Impresa non facile, perché bisogna reclutare queste preziose professionalità in istituti, Università, imprese e creare gruppi di lavoro in accordo con esse. Diplomazia oltre che tecnica, ma anche capacità di gestire, di superare le barriere burocratiche, di reperire le risorse, di progettare e realizzare con tempi e modi standard della Pubblica Amministrazione. Un’impresa titanica che oggi è terminata con un successo che tutti dobbiamo conoscere, e grazie alla bravura di Erminio Borloni. Ma chi è Erminio Borloni? È un signore sulla settantina che ha passato la sua vita in grandi aziende multinazionali, scalandone tutte le posizioni fino a quelle di Direttore Generale.
Erminio Borloni ha imparato sul campo come si costruiscono i piani di business, come si tengono sotto controllo le spese, come si fanno gli appalti, come si valorizza il personale; in definitiva come si conduce al successo un’azienda. Io ho conosciuto Erminio Borloni nel 2000 quando ero Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Milano: ne apprezzai le qualità, la concretezza, la capacità di realizzare gli obiettivi. Da Ministro della Salute gli affidai tra gli altri il compito di realizzare l’INGM a Milano ed il CNAO a Pavia. Oggi sono orgoglioso di plaudire al lavoro eccellente di Erminio Borloni, che ha realizzato gli obiettivi: le due strutture sono operanti (il CNAO è al servizio dei malati gratuitamente, accreditato dalla Regione Lombardia) e sono eccellenti, tanto che diverse nazioni hanno chiesto ad Erminio Borloni di aiutarle a realizzare un CNAO nel loro territorio.
Ma se esistono queste persone, perché non le troviamo quasi mai a dirigere Ospedali, Comuni, Società pubbliche? Ci hanno ripetuto fino alla noia che ciò avviene perché il pubblico non richiama i manager privati. Non è così. Abbiamo infatti capito da tempo che il potere della politica è in gran parte concentrato nelle nomine: nomine in Parlamento, regioni, province, comuni, società pubbliche e partecipate, agenzie, ecc. sono il premio a chi fa politica o è vicino alla politica. Importa poco se le persone nominate non sanno fare; le posizioni sono state moltiplicate con funzione di rendita, di premio; ecco perché il numero dei beneficiari è cresciuto a dismisura e l’accesso è molto difficile per coloro che non appartengono alla sfera della politica. Ecco perché l’esempio di Erminio Borloni viene seguito solo raramente; questi manager infatti non sono disponibili ai compromessi, perché i compromessi non sono compatibili con la buona gestione e la loro professionalità. Ed ecco anche perché molti enti pubblici vanno male e sono in passivo: non si impara a gestire o a governare crescendo all’ombra della politica.
Il 9 febbraio 2019 Erminio Borloni è mancato. Lo rimpiango per l’amicizia e l’esempio di correttezza e professionalità che ci ha dato. Spero che questo esempio induca molti di noi a far emergere con i buoni comportamenti e con la competenza quell’Italia che vale, che è oggi appannata, ma che potrebbe rilucere nuovamente se il nostro impegno non verrà meno.

Girolamo Sirchia

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