L’insegnamento lascia il segno

08/05/2018

Solo nell’anno scolastico 2016-2017, 722 studenti accompagnati dai loro insegnanti sono venuti al Centro per la donazione. Fanno parte del ‘Progetto Scuole’, un programma di reclutamento di giovani donatori che da anni la nostra Associazione porta avanti con successo.
La professoressa Rossella Iacopini in questa intervista ci parla della sua esperienza come donatrice in prima persona e come promotrice fra i suoi studenti del valore della donazione di sangue
 
Con il suo Istituto, lei aderisce da anni al nostro progetto scuole. Che cosa l’ha spinta a promuovere la donazione di sangue nella sua scuola e come riesce a coinvolgere i ragazzi?
Sono una donatrice da quando ho compiuto i 18 anni e ritengo che questo sia uno dei tanti modi possibili per aiutare i più bisognosi, uno dei pochi che personalmente riesco a portare a termine in mezzo ai miei impegni personali e di lavoro. Per coinvolgere i ragazzi racconto loro la mia esperienza e ‘sfrutto’ quelle di alcuni di loro che hanno avuto direttamente o indirettamente bisogno di sangue per la loro salute o per quella dei familiari o amici.
 
Che rapporto si instaura tra studente e professore in occasione della donazione?
Un rapporto sicuramente di fiducia: lo studente fa una nuova esperienza, si sente smarrito e la presenza di un adulto in cui crede gli serve a trovare il coraggio per proseguire. La figura dell’insegnante è importante soprattutto per quelli che si approcciano alla donazione con un po’ di timore.
 
Lo scorso anno, lei è riuscita a organizzare una donazione della classe al termine degli esami: come è stata accolta dai ragazzi questa iniziativa? Sa se i suoi studenti hanno continuato a donare il sangue al Centro Trasfusionale anche senza di lei?
L’iniziativa è stata accolta molto positivamente, anche perché con quella classe in particolare c’era un rapporto di amicizia che andava al di là del semplice rapporto docente/studente. I ragazzi si sono ritrovati insieme ancora una volta anche dopo aver intrapreso strade diverse. Purtroppo noi insegnanti non possiamo più di tanto intervenire dopo la maturità, per cui per il futuro tutto è lasciato alla buona volontà dell’individuo. Io come altri professori ‘semino e innaffio’, poi il seme deve crescere da solo!
Sono solo tre anni che partecipo al progetto, quest’anno in veste di referente. Ho provato a contattare gli ex studenti e diversi di loro mi hanno confermato la loro attiva frequentazione del Centro Trasfusionale. Spero che la loro buona volontà li porti a proseguire in questa attività ancora per molti anni.
 
Intervista di Lisa Giupponi

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