Il giardino dell’Eden sul Lago Maggiore

11/06/2019

All’ingresso, al di là della strada che si snoda lungo il Lago Maggiore, tra Belgirate e Stresa, viene consegnata una bella mappa, tutta verde, con i viali percorribili e le zone dove si trovano gli animali. In centro, in basso, c’è Villa Pallavicino, sobria ed elegante. In basso, perché il grande parco si sviluppa in altezza, ai piedi della villa, ai lati e, soprattutto, al di sopra.
La passeggiata lungo i viali in salita sarà una piacevole scoperta per tutti, anche per chi ha difficoltà a camminare che potrà contare sul passaggio fornito dalle macchinette elettriche. 
La prima tappa è la fattoria, dove vivono caprette tibetane, caprette saltasassi, lama, daini.
Più in alto, vicino all’aula didattica, si aggirano la zebra, il cane della prateria, il canguro di Bennet, il gallo di Ceylon, il tragopano di Temminck, il tragopano satiro… 
Animali dai nomi singolari, spiegati in modo chiaro dai cartelli che raccontano anche le curiosità legate alla loro vita. Per esempio, si scoprirà che il turaco Hartlaubi (di cui forse, in primis, si scoprirà l’esistenza) è un uccello monogamo, è scarso come volatore, ma è un ottimo arrampicatore. 
Nel Parco Pallavicino vivono a loro agio cinquanta specie, nonostante alcune provengano dall’Africa, dalle foreste australiane, dagli Stati Uniti, dal Messico, dal Canada, dall’India, dalla Cina, dallo Sri Lanka, dall’Himalaya, dal Nepal, dal Bhutan…
Tutto attrae l’attenzione: dai piccioni che guardano incuriositi i loro simili nelle voliere, al pavone bianco, che si aggira sussiegoso con l’ingombrante strascico. Quando passeggia nei meravigliosi giardini di fronte alla caffetteria sembra una sposa che cerca il luogo più adatto per la foto di rito.
Si seguirà l’attività operosa dei giardinieri che curano i fiori, diversi di stagione in stagione. 
Putti dall’espressione tranquilla e stupita fanno capolino dietro archi di verzura e accanto alle serre i fiori dell’aglio sono un trionfo di sfere azzurre.
Vicino ai giardini, vivono la coloratissima anatra mandarina e l’elegante cigno nero. 
Il parco è il regno di castani, antichi liriodendri, faggi rossi, aceri, larici, ginkgo biloba, sequoie (gli alberi più alti del mondo, che possono raggiungere anche i 110 m di altezza), magnolie, cedri del Libano.
In questo italianissimo parco ottocentesco, appartenuto alla famiglia nobile genovese Pallavicino, che a metà dell’Ottocento lo trasformò in un museo faunistico, si ha l’impressione di essere nel giardino dell’Eden prima del patratac, e si vorrà credere che questa armonia non appartiene alla narrazione di un passato mitologico, ma potrebbe essere il nostro futuro a misura d’uomo. 
Per chi volesse concludere la giornata ammirando il Lago Maggiore dall’alto, con l’Isola Bella, l’Isola dei Pescatori e l’Isola Madre che sembrano galleggiare lievi e, in lontananza, la catena dei monti lombardi e svizzeri, fino allo Spluga, si può salire al Giardino Alpinia, ad Alpino, una frazione di Stresa, vicino alla fermata intermedia della funivia che da Stresa va al Mottarone.
È un piccolo giardino dalle discrete, piccole piante di montagna. Si sosterà volentieri sulle panchine del belvedere, per godersi la vista. Una tavola panoramica che indica tutte le località e le montagne visibili aiuterà nell’orientamento.

Erica Zane

Info

Come arrivare
Autostrada dei Laghi, direzione Gravellona Toce, uscita Carpugnino, seguire per Stresa. Il parcheggio è di fronte all’entrata del parco, al di là della strada.
Dal 22 marzo al 29 settembre dalle ore 9.00 alle 17:30 (ultimo ingresso); dal 30 settembre al 3 novembre dalle ore 9.00 alle 16.30 (ultimo ingresso). 11 €, ragazzi 6-15 anni 7 €, gratuito al di sotto dei 6 anni.
L’ingresso al Giardino botanico Alpinia costa 4 €. http://giardinobotanicoalpinia.altervista.org/
www.isoleborromee.it/pallavicino.html 

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