Donare il sangue per sentirsi più felici

09/10/2018

La nostra campagna promozionale estiva 2018 si è conclusa da poco, dopo un percorso che è iniziato nel mese di aprile e che ha fatto conoscere ai cittadini milanesi, e non solo, la simpatia e l’energia dei nostri donatori più giovani.
Le immagini che ci hanno accompagnato tra luglio e settembre sono il ritratto di alcuni dei ragazzi che, durante l’ultimo anno di scuola superiore, hanno partecipato al nostro “progetto scuole”, una campagna di reclutamento che la nostra Associazione sostiene da più di 15 anni e che ha portato presso il nostro Centro più di 5000 nuovi donatori.
Grazie ai volti di questi ragazzi abbiamo potuto dimostrare come la donazione di sangue al Policlinico sia una realtà consolidata e al passo coi tempi; i nostri donatori abbracciano generazioni e culture eterogenee, un piccolo ma significativo spaccato della grande comunità della città di Milano, generosa, dinamica e internazionale.
Quando abbiamo pensato di utilizzare i volti dei giovani per rappresentare la “famiglia” dei nostri donatori, l’entusiasmo è stato subito evidente, sia perché i ragazzi sono sempre molto carichi e pronti a impegnarsi in qualcosa di importante, sia perché tutti i donatori veterani rivivono le emozioni della prima donazione attraverso il sorriso e l’emozione di chi ha appena iniziato.
Ciascun ragazzo che ha partecipato alla nostra campagna ha una storia da raccontare: sono studenti, lavoratori, artisti, sportivi, intellettuali, proprio come i nostri donatori storici. La donazione di sangue al Policlinico “fa sentire più felici”, proprio come è scritto sui nostri braccialetti colorati, crea un effetto magico che annulla in un istante la distanza che ci separa dalle persone che incontriamo tutti i giorni intorno a noi e crea un legame inscindibile con i pazienti che sono i destinatari di questo grande gesto.
Un sentito ringraziamento ai nostri giovani: Anthony, Eugene, Kristine, Avishka, Filippo, Greta, Edoardo, Chiara, Jada... e a tutti i donatori del Policlinico di Milano.

Marco Flores

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