Notizie Brevi, numero 5, 2012

03/02/2012

I nodi ancora da risolvere

In un momento assai critico come l’attuale è difficile guardare al futuro con ottimismo. Basti pensare ai provvedimenti adottati dal Governo per la crisi che ha colpito il nostro Paese (e seppur in misura diversa l’intera Europa) che prevedono per ‘quasi’ tutti i cittadini grossi sacrifici.
Per quanto riguarda i nostri donatori  rimane da risolvere l’annoso problema della sede del Settore Donatori, divenuta troppo piccola per l’elevato numero di persone che, per fortuna dell’Ospedale e dei suoi pazienti, pur tra molte difficoltà continua a donare al Centro trasfusionale del Policlinico.
A ciò si è aggiunto di recente il problema dell’Area C che prevede, per chi raggiunge il Centro trasfusionale in macchina, il pagamento di un ticket d’ingresso. Siamo convinti che l’inquinamento sia un problema che la città di Milano deve affrontare una volta per tutte in modo serio e definitivo, prendendo magari ad esempio le grandi città del nord Europa. Ma riteniamo che fra le deroghe debba senz’altro essere prevista l’entrata in Area C per la donazione di sangue. Molti nostri donatori provengono dall’hinterland e, per motivi di tempo, o per scomodità con l’uso dei mezzi, sono costretti a venire in auto. Sull’argomento molti donatori, con discrezione ma anche con determinazione, hanno espresso la loro opinione sul gruppo Facebook Amici del Policlinico e della Mangiagalli Donatori di Sangue.
Il presidente del Policlinico professor Giancarlo Cesana e quello dell’Associazione Amici del Policlinico, professor Girolamo Sirchia, hanno da tempo richiesto al Sindaco Pisapia di “esentare i donatori dall’applicazione della congestion charge nel giorno della donazione”. Anche di recente l’Associazione ha sollecitato un intervento in tal senso. Speriamo in una sollecita risposta positiva da parte del Comune.
Nonostante tutto ciò la nostra Associazione ha buoni motivi per sperare nel futuro. Anzi ha 22.400 buoni motivi: tanti sono i donatori che si sono presentati al Centro nel 2011. Grazie a loro, alla loro maturità civile, alla loro fedeltà che siamo convinti non verrà mai meno, i pazienti bisognosi di trasfusione potranno guardare al nuovo anno con serenità.

Anna Parravicini

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