Notizie Brevi, numero 1, 2019

20/03/2019

Attenti alla... panchina!

Auguri, regali, feste e cenoni sono solo un lontano ricordo. Ci ritroviamo ora all’inizio di un nuovo anno con tanti problemi irrisolti e come sempre con tante incertezze e problemi per il futuro. Come sarà il nuovo anno? Come vedono il nuovo anno gli Italiani? Secondo uno dei sondaggi che va per la maggiore: il 23% ritiene che sarà peggiore del 2018; per il 34% sarà migliore mentre il restante 43% preferisce non esprimersi. 
E noi come vorremmo che fosse? Ci viene in mente il “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”. Alla domanda del passeggere “Credete che sarà felice quest’anno nuovo?” Il venditore risponde “Oh illustrissimo sì, certo!” Ma incalzato “Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?” risponde “No in verità, illustrissimo… Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me tutti gli altri, e si principierà la vita felice” 
Ovviamente nella visione di Leopardi la felicità è solo un’illusione e non c’è spazio per la speranza. 
Noi crediamo invece che la possibilità di un futuro migliore esista a condizione che ognuno di noi accetti di impegnarsi perché ciò avvenga, abbandonando gli egoismi e le posizioni di comodo individuali in favore del bene della collettività. In questo siamo confortati dalla presenza, ogni giorno, di oltre 100 persone provenienti per lo più da Milano e dintorni, le quali donano il loro sangue per malati che non conoscono, spinte solo dal desiderio di fare del bene al loro prossimo. 
Non finiamo mai di stupirci di fronte alle frasi che molti di loro lasciano nel “libro delle testimonianze” messo a loro disposizione nel locale ristoro. E a leggerle non nascondo che è difficile rimanere indifferenti. “Donare è un po’ come prolungare la propria vita” oppure “Oggi è una giornata nuvolosa, ma qui ho ritrovato il sole!” E ci scappa pure un sorriso di fronte a una simpatica testimonianza “Un giorno di qualche anno fa, dopo la donazione mi sono andata a sedere su una panchina dei giardini della Guastalla. Era una bellissima giornata proprio come oggi. Improvvisamente mi sono sentita vacillare. “Ci siamo mi sono detta nonostante sia ormai all’ennesima donazione questa volta mi è andata male…”. Continuavo a sentirmi vacillare, ma quale fu la mia meraviglia quando mi accorsi che non ero io la causa di quella sensazione, ma la panchina! La panchina era rotta..” 
Allora, per il 2019 una raccomandazione a tutti: “Se qualcosa nella vostra vita comincia a vacillare, prima di allarmarvi guardate la ... panchina!”

Anna Parravicini
Direttore scientifico

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